Cappella del Battistero

ANALISI Il restauro della Cappella del Battistero nella chiesa del Carmine è stato realizzato dal febbraio 2014 al giugno 2015. I lavori, coordinati da Nicola Ghiaroni, si sono svolti sotto la direzione dell’Arch. Paolo Savio e dell’Arch. Roberto Nessi della Soprintendenza ai beni architettonici di Milano. La diagnostica è stata curata dal Laboratorio Palladio: le indagini campione hanno riguardato la tipologia delle argille impiegate nel Ciborio, le petrografie delle malte, le pellicole pittoriche nonché i leganti organici e le malte dell’intonachino in sezione ultrasottile. Il manufatto in terracotta del Ciborio e la volta presentavano delle ridipinture rosso scure che ne avevano alterato la cromia. La ricerca di un’immagine unitaria si è quindi concentrata su tre dati: la rimozione delle alterazioni dovute ai restauri precedenti, la proliferazione di nitrati e sali nella parte alta della cappella, il ruolo dei pilastri d’angolo. Essi infatti garantiscono il rapporto tra i volumi simbolici prevalenti, rappresentati nella cappella dal ciclo decorato della volta e dal battistero, la cui vasca battesimale e l’uovo sono il fulcro dello spazio.

 

PROGETTO Il recupero di tutte le componenti e le relative scelte, tra le quali il mantenimento del ciborio dipinto, sono state condivise con i soprintendenti; questa collaborazione ha consentito anche il recupero di alcuni elementi della decorazione definitivamente perduta: quali i tre angeli dei rosoni della volta e i pilastri del ciborio dipinto, ricostruiti con velature ai silicati. L’aspetto d’insieme è il risultato della pazienza e del tempo occorso a questa cura: a essa si deve il recupero del ciborio ‘povero’ nella parete Nord. Parte significativa del recupero riguarda gli impacchi; tutte le operazioni preliminari quali la pulitura, gli stessi impacchi antisale e di rimozione dei ritocchi più pesanti e recenti, i consolidamenti,  sono tutte operazioni condotte dopo aver eseguito saggi e campionature su piccole porzioni.

La visione finale del restauro introduce alla restituzione liturgica dell’ambiente e alla centralità del rito battesimale, rappresentata attraverso simboli propiziatori ritornati visibili. La prassi della tradizione pittorica seguita dai primi artefici della cappella aveva predisposto attorno al valore materico capofila del cotto lombardo, una decorazione forse provvisionale ma di sicuro effetto religioso. La natura morfologica dell’argilla è risultata di provenienza brianzola, quindi un materiale in cotto piuttosto chiaro, ovvero quell’argilla contenente una minore quantità di ossidi di ferro e non tendente al rosso-arancio ma al rosa.

La mancanza di alcune parti, appendici della modellazione minuta in cotto, ha posto il problema della ricostruzione e della tecnica con la quale sostituirli. Si è scelto di intervenire con la stampa e la scansione 3D.

Per una visione d’insieme dell’intervento di restauro visita la galleria fotografica: Prima / Dopo !

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